A caccia di emozioni

Ti è mai capitato di non essere in grado di descrivere lo stato d’animo di un particolare momento? A volte è davvero difficile esprimere a parole ciò che si ha dentro, sentimenti contrastanti sembrano fare a pugni tra loro.

Le emozioni sono uno dei primi argomenti da me incontrati all’Università (tantoooo tempo fa…) che ha continuato ad appassionarmi nel corso degli anni per una serie di ragioni.

La prima: le emozioni sono universali. Ebbene, sì: non c’è differenza di razza, religione, genere, cultura… Paul Ekman, psicologo statunitense di fama internazionale, in uno dei suoi viaggi di ricerca sulle alture della Papua Nuova Guinea riportò il suo entusiasmo nel riscontrare una particolare espressione sul volto di uno degli indigeni.

Alla vista di Ekman che mangiava del cibo a lui sconosciuto, quest’uomo non potè trattenere una smorfia di disgusto

Ora, non so cosa lo psicologo statunitense stesse mangiando in quel momento, ma considerando la “tanto” rinomata cucina americana, mi sento di condividere lo stato emotivo dell’indigeno in questione.

Ad ogni modo Ekman, non si sentì affatto offeso dalla reazione. Anzi, fotografò il volto dell’uomo. Sapeva, infatti, che in quel momento si stava verificando qualcosa di davvero speciale e che avrebbe portato ad una lunga serie di studi successivi: fu proprio seguendo questa Tribù così da vicino che Ekman fu in grado di scoprire che le espressioni di base fossero universali, poiché riscontrabili in popolazioni diverse, anche in quella dei Fore – questo il nome della tribù – che vive isolata dal resto del mondo.

Non lo trovi anche tu affascinante? Il fatto che le emozioni siano un linguaggio universale ci dice che non si ha bisogno di ‘parole’ per entrare in contatto con l’altro. Basta uno sguardo, un movimento delle sopracciglia, un movimento delle labbra per poter entrare in sintonia.

Questo se si è in grado di riconoscerle, però…

Eh sì, perché se non ci si allena sin da piccoli a riconoscere le proprie emozioni, a sperimentarle, senza lasciarsi sopraffare e/o sopprimerle, col diventare adulti si corre il rischio di allontanarsi da se stessi e dagli altri e diventare schiavi di emozioni alle quali non si riesce a dare un nome.

Innanzitutto non esistono emozioni giuste o sbagliate, buone o cattive.

Esistono emozioni positive e negative. E le emozioni negative – anche se l’accezione comune potrebbe trarci in inganno – sono utilissime almeno quanto quelle positive: la paura ad esempio ci permette di riconoscere una situazione di pericolo e correre al riparo; se riscontriamo un’ingiustizia sul lavoro e proviamo rabbia, è proprio questa a darci la spinta a trovare una soluzione e a proporre un’alternativa.

Trovo molto interessante l’iniziativa proposta da Save the Children, Fuoriclasse in Movimento, che ha lo scopo di portare le emozioni in classe. Rendere l’educazione emotiva una pratica efficace e condivisa all’interno del mondo della scuola potrebbe prevenire fenomeni di discriminazione e bullismo, e come abbiamo visto, insegnare a costruire relazioni e a comprendere le proprie emozioni e quelle dell’altro: “Ogni vita, con il suo bagaglio di esperienze, è materia di scambio. E ogni studente è unico così come il suo pensiero, libero di correre, saltare gli ostacoli, superare i limiti”.

E per noi che non andiamo più a scuola? Beh, propongo un esercizio: qui una lista di ben 27 emozioni più o meno complesse. Prova a descrivere una situazione accaduta oggi, a casa o a lavoro, identificando l’emozione che pensi possa rispecchiarla di più. Prova con un amico, un collega o in famiglia. Impegnati a farla diventare una pratica quotidiana ogni volta che ti vien fatta la domanda ‘come stai?’ o ‘come è andata oggi?’, invece di rispondere ‘tutto bene’… e fammi sapere come va! Sono sicura che non potrai non sorprenderti del risultato!

About Lidia Grisi

Mi chiamo Lidia e sono psicologa. Le persone ed i loro ‘mondi’ sono il mio più grande interesse. La mente, con i suoi misteri e le sue regole, mi affascina da sempre. Le relazioni ed i rapporti, in ogni loro declinazione, sono per me un viaggio, un’esperienza in evoluzione.Nei miei articoli cercherò di utilizzare un un linguaggio chiaro ed un taglio motivazionale. Verranno affrontati temi che riguardano l’equilibrio mente-corpo, le emozioni, la felicità, il work-life balance e tanto altro. Ognuno di noi possiede gli strumenti per cambiare e migliorarsi, basta solo riconoscerli, allenarli e trasformarli in azione!

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